La Risonanza Magnetica rappresenta oggigiorno una tecnica fondamentale per la valutazione della patologia epatica. Lo studio del fegato prevede, in una prima fase, una serie di acquisizioni basali, senza contrasto, che consentono di delineare le componenti tissutali della lesione, integrato dalle acquisizioni dopo somministrazione di mezzo di contrasto per via endovenosa.

Relativamente a quest’ultimo esistono due tipologie di mezzo di contrasto: il primo a distribuzione intravascolare e interstiziale, un secondo che oltre ad avere nella prima fase dopo l’iniezione la stessa distribuzione, presenta pochi minuti dopo una escrezione attraverso le cellule epatiche e di seguito l’eliminazione lungo la via biliare.

Questo tipo di mezzo di contrasto, definito Epatospecifico, ha quindi una precisa applicazione nello studio della patologia epatica ed in particolare nella diagnosi di lesioni scoperte e non caratterizzate da precedenti indagini, quali Ecografia o TC , nella sorveglianza del Paziente con epatopatia cronica o del Paziente oncologico a rischio di un impegno secondario epatico.

Anche questo mezzo di contrasto è a base di Gadolinio, con una variante molecolare che ne consente la captazione e l’escrezione da parte della cellula epatica.

La tolleranza è assoluta e può essere impiegato anche a fronte di una funzione epatica, al laboratorio, non ottimale.